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Content marketing a Roma

È il pilastro lento, e l'unico che non smette di produrre il giorno in cui chiudi il rubinetto. Il traffico a pagamento finisce quando smetti di pagare; un contenuto posizionato continua a lavorare mentre sei in ferie.

In pratica: si decide per chi si scrive e per cosa si vuole essere riconosciuti, si costruisce un'architettura di pagine che si sostengono a vicenda, e si tiene una cadenza che regge anche nel mese peggiore dell'anno. Non c'è molto altro, ed è già più di quello che fa quasi chiunque.


Cosa consegno.

Documenti che si usano, non deliverable che si archiviano.

  • Mappa di parole chiave scelte per intento. Non per volume: posizionarsi per un termine che nessuno cerca con l'intenzione di comprare è una vittoria decorativa.
  • Architettura pillar e cluster. Una pagina madre per ogni tema e i suoi satelliti, con i link interni già disegnati prima che il primo articolo esista.
  • Calendario editoriale sulla capacità reale. Costruito sul tuo mese peggiore, così sopravvive a ferie, influenze e settimane storte.
  • Formato di brief ripetibile. Parola chiave, pubblico, angolo, sezioni obbligatorie, link interni, una sola call to action. Così la qualità non dipende da chi scrive.
  • Piano di distribuzione, scritto prima della produzione. Il pilastro più trascurato del settore: un rapporto sano tra creare e promuovere somiglia a 50/50, non al 90/10 che praticano quasi tutti.
  • Report legato a una metrica di business. Una cadenza fissa e una regola scritta su cosa fare quando un numero si muove.

Quando non serve

Se ti servono clienti entro sei settimane. In quel caso servono Google Ads o Meta Ads, e chiamarle contenuto sarebbe solo un modo elegante per venderti la cosa sbagliata.

Se non hai nessuno che possa parlare della materia. Il contenuto che si posiziona ha bisogno di una competenza vera da cui pescare. Se dentro l'azienda nessuno ha venti minuti al mese per rispondere a una domanda tecnica, il risultato sarà contenuto generico, e il contenuto generico non batte nessuno.


Come lavoro.

Cinque fasi, sempre le stesse, che girano in cerchio: gli apprendimenti della quinta rientrano nella prima.

Ricerca. Interviste ai clienti, obiezioni raccolte dai commerciali, ticket di assistenza. Le idee migliori sono già nella tua casella di posta, gratis, scritte dai clienti stessi. Poi volumi, difficoltà e intento, e un'analisi di cosa si posiziona oggi per capire cosa nessuno copre.

Pianificazione. Ogni tema assegnato a una fase del percorso d'acquisto e a un pilastro. Il formato si sceglie in base all'intento, non ai gusti: una ricerca "come si fa X" vuole un tutorial, non una riflessione.

Creazione. Un'idea, molti formati. Una ricerca originale diventa un articolo lungo, cinque email, quattro video brevi e un carosello. Il pensiero è la parte cara; il resto è confezionamento.

Pubblicazione. SEO on-page, adattamento per ogni piattaforma — lo stesso testo incollato ovunque rende male ovunque — e l'email alla lista, perché il pubblico che possiedi viene sempre prima.

Analisi. Almeno 30 giorni di dati prima di giudicare. Poi una decisione secca: raddoppiare, aggiornare, riusare o archiviare.

Il metodo completo, con le fonti, sta nella guida →


Domande frequenti.

Quanto tempo ci vuole prima che porti risultati?

Sei-dodici mesi prima che l'effetto composto si veda, e almeno 30 giorni di dati prima di poter giudicare un singolo contenuto. L'organico viene abbandonato quasi sempre intorno al sessantesimo giorno, cioè poco prima del momento in cui avrebbe iniziato a rendere.

Quanti contenuti servono al mese?

Due solidi battono otto frettolosi, e stracciano dodici pianificati che si fermano alla terza settimana. La cadenza si fissa sul mese peggiore, non su quello migliore.

Serve un budget alto?

Secondo la ricerca CMI / MarketingProfs 2026 (1.015 marketer B2B), tra i fattori che rendono efficace un'operazione di contenuto l'allocazione del budget pesa il 20% ed è penultima. In cima ci sono qualità e pertinenza dei contenuti (65%) e competenze del team (53%). La prossima volta che qualcuno dice "non abbiamo budget per i contenuti", quello è il dato da mettere sul tavolo.

Scrivete voi o scriviamo noi?

Entrambe le cose funzionano, purché il brief sia lo stesso. Se avete già chi scrive, consegno struttura, brief e revisione. Se non ce l'avete, scrivo io. Quello che non funziona è alternare i due modi senza un formato comune: si vede subito, e si vede male.

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